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Lettera aperta al Governo retico riguardante l'iniziativa sull'immigrazione di massa

Considerazioni sulla lettera al Governo retico riguardante l’applicazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa in Engadina e nelle Valli meridionali dei Grigioni

In riferimento alla lettera al Governo retico riguardante l’applicazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa in Engadina e nelle Valli meridionali dei Grigioni, l’UDC Valposchiavo vede la necessità di fare alcune precisazioni e aggiunte.
La lettera chiede al Governo retico di attivarsi immediatamente a livello federale perché altrimenti corriamo il rischio di una seria minaccia nei confronti dell’economia engadinese e delle Valli meridionali. Inoltre, ci si aspetta che all’interno del Cantone si faccia una considerazione particolare per le peculiarità economiche e geografiche dell’Engadina e delle Valli meridionali.
L’UDC Valposchiavo è convinto che il Governo cantonale difenderà per certo le peculiarità economiche e geografiche del suo territorio. Che le regioni (oltre confine) a noi vicine siano importanti sotto più punti di vista, è altrettanto evidente. Indubbiamente abbiamo bisogno di manodopera estera in Svizzera tuttavia, se continua ad arrivare nella misura degli ultimi anni e a farsi ricongiungere dalla famiglia, avremo di nuovo bisogno di grandi risorse. Ciò significa, per esempio, che una gran parte degli immigrati sarà necessaria solo per occupare dei posti di lavoro resi necessari solo dall’immigrazione stessa. Di conseguenza, anche il consumo di risorse e di energia, per esempio, sarà sensibilmente marcato dall’immigrazione. Con l’immigrazione supplementare, saranno perciò annullati i risparmi energetici. Tornando all’argomento della lettera, vogliamo ripetere che lo scopo dell’istituzione del contingente è  evitare un successivo aumento della popolazione straniera, che oggi in Svizzera ammonta ca. al 25% (cfr. grafico), e non quello di rimandare a casa gli stranieri già ora residenti o attivi professionalmente in Svizzera.

 


Non esiste quindi nessuna minaccia imminente per la nostra economia. Gli attuali lavoratori nelle nostre aziende potranno continuare a lavorare nelle nostre aziende. Chi possiede un permesso di lavoro o di soggiorno non deve avere paura dell’iniziativa. Questa, infatti, non revoca i permessi esistenti. Si limita a impedire che siano staccati nuovi permessi senza misura e senza controllo. L’iniziativa stabilisce i criteri importanti per la concessione dei permessi: deve esistere una richiesta da parte di un datore di lavoro in Svizzera, devono immigrare e rimanere in Svizzera solo persone che si possono e vogliono integrare e, non da ultimo, bisogna stabilire quale condizione il possesso di una sufficiente base di sostentamento. Inoltre, i contingenti possono essere adeguati a ogni situazione economica. Stando ai dati pubblicati ultimamente oggi, la Valle di Poschiavo, conta ca. 4'600 abitanti residenti e ca. 900 frontalieri. E’ evidente che questi frontalieri non vivono in Valle e quasi nessuno di loro fa i suoi acquisti a livello locale. Ci chiediamo pertanto come un aumento dei frontalieri possa contribuire a evitare lo spopolamento delle zone periferiche come affermato dai sindaci firmatari nella lettera al Governo retico. Non sarà mica aumentando il numero dei frontalieri e di conseguenza diminuendo quello dei residenti che si evita lo spopolamento nelle zone di montagna. Troviamo inoltre poco coerente il fatto che il Podestà di Poschiavo e il Sindaco di Brusio si attivino in questo modo contro il risultato emerso dal voto, considerando che a Brusio il voto a favore dell’iniziativa è stato del 65.4% ed a Poschiavo del 56.2%. Non condividiamo affatto questa interpretazione della democrazia. Il risultato della votazione indica chiaramente un malcontento. Uno degli obiettivi principali della Valle di Poschiavo deve essere la tutela delle sue aziende e l’aumento dei residenti che generano economia a livello locale. Ci chiediamo inoltre, perché i comuni della Valle meridionale Mesolcina non abbiano firmato la lettera al Governo retico. Forse perché sono confrontati seriamente con il problema dell’immigrazione di massa? O forse perché semplicemente non gli è stato chiesto. In conclusione ribadiamo che solo con un’ immigrazione moderata possiamo conservare le nostre tradizioni, mantenendo e trasmettendo così la nostra cultura e, con essa, la nostra identità. L’immigrazione attuale non è sopportabile per la Svizzera, né culturalmente, né quantitativamente. La popolazione ha sostenuto l’iniziativa e ora ci aspettiamo che anche i nostri rappresentanti politici accettino il risultato e rappresentino in modo corretto il voto in valle.
UDC Valposchiavo